20. Le streghe di Salem
Il Prof si grattò la fronte. “Però ti ho convocato per altro un motivo.”
“Eh?”
“La questione che ti sta più a cuore. L’Homo incognitus deve tornare nel buio. Al più presto. Ti sarai chiesto, Louis, perché ho cambiato idea così profondamente. Mi spiace… non è stato facile neanche per me. Soprattutto per me. Gli anni di studio, i Congressi, le speranze di mia madre, Hilde, i capelli caduti ciocca dopo ciocca… il lavoro di una vita…”
Louis “e Lei vorrebbe tirarlo giù come merda. Un colpo al pulsante, giù nelle fogne. Tra i liquami. Lei vorrebbe che finisse tutto in fondo alla tazza?!”
“Sì. Tutto inutile. Ecco, un grosso, immenso, dolorosissimo spreco.” Il Prof sembrava tranquillo ma le labbra lo tradirono.
“Perché, Raymond?”
“Non siamo pronti. Che accadrebbe se il mondo sapesse dell’Homo incognitus? Il mio vicino di casa… una schifosa scimmia parlante… lo dicevo io! ho sempre pensato che fosse un pò strano… Annibale alle porte! Annibale alle porte! Le streghe di Salem! Me l’immagino... l’isteria collettiva, la delazione, la gente bruciata per strada... lo vedi, Louis? Lo vedi il futuro? Ti sembra così diverso dal passato? I beni sequestrati, una stella tatuata, i campi di concentramento... dobbiamo fermarci. Siamo ancora in tempo. Gli Homo incognitus sono destinati ad estinguersi, a meno che qualcuno non apra loro gli occhi. Basta non fare niente e scompariranno da soli”
“No, Prof. L’umanità deve sapere. Poi deciderà cosa fare.”
“Oppure, magari, massacrare chi gli pare?”
“Sono fiducioso. La storia dimostra che la ragione prevale sulla barbarie.”
“Sì, certo... «e vissero tutti felici e contenti»… tu, Robinson, ci ha mai creduto, ai finali delle fiabe? Ti sei mai chiesto che succede dopo il «the end»? Te lo dico io, che succede… hai presente Cenerentola? Puzzava come una capra, fu scacciata dal castello e tornò a fare la sguattera… Riesci a capirmi? Gli Homo incognitus! Te li immagini, rinchiusi in una gabbia? Legati ad un tavolo operatorio e aperti in due per vedere come son fatti dentro, come le vittime dei Maya?”
“No! No.” Louis si scoprì a passeggiare nervosamente per la stanza. Sembrava Parker.
“Louis, la teoria si presta al razzismo più violento. Non ci tengo proprio a passare alla storia in questo modo! Il mio nome… accanto a Hitler… o Stalin… o Mengele… no, Louis.”
La luce era sempre tremula. Ma perché non accendevano quel grosso lampadario di cristallo?
“Si sbaglia, Raymond. Questo modo di pensare mi dà sui nervi. La scienza non redime né distrugge gli esseri umani. Semplicemente cresce. Come un grosso verme. Opporsi allo sviluppo scientifico è inutile. Pensi ai cibi transgenici. L’indignazione dei politici e scienziati più stronzi non ne fermeranno certo lo sviluppo!”
“La scienza, Louis… bah! La scienza ormai è un’astrazione. Il sapere è un albero gigantesco che racchiude la conoscenza dell’umanità. Non esiste nessuno in grado di scorgere l’albero per intero. In quest’epoca di superspecializzazione ciascuno di noi è una fogliolina, un fottutissimo ingranaggio frustrato. Abbatteremo le barriere, prima o poi. Creeremo degli ibridi sapiens-incognitus. Se fossero sterili? O se sviluppassero delle orribili malattie? No... no, no.”
Louis alzò la voce. “E i vantaggi che ci porterebbe questa scoperta? Capiremmo i misteri del DNA… combatteremmo i virus, i danni genetici!”
“Siamo merde, Louis!”
“Embé? Siamo merde. Merde contingenti. Allora? Noi esseri umani siamo merde! Siamo ratti delle fogne? OK... cos’ha contro i ratti?”
Louis si calmò. Parker pure. Si sedette dietro la scrivania. Pareva affaticato. Sembrò più vecchio di prima. Tremava. “Lasciami finire, Louis. La mente si rifugia nella magia, nella filosofia, nelle bambole gonfiabili, nelle droghe… o nella fede. Ecco. La fede... la fede è la chiave... la fede è l’unica medicina. Il vero sollievo. Ben venga! Abbandoniamoci a Dio…” I primi raggi di luna filtrarono tra le persiane. Le luci lontane della città sembravano stelle.
“Dio è nella mente, Parker! Esiste solo nella mente! Le esperienze mistiche non sono altro che un’attività cerebrale. Il Suo amico Michael Persinger ha stimolato il cervello ed ha fatto vedere la Vergine Maria a centinaia di persone! Dio è come il fondotinta su una cicatrice, la nasconde in modo che non si veda da lontano. In conclusione, ben venga Dio. Se son contenti. Ben venga Dio… se però serve a giustificare gli esaltati come Lei, allora vaffanculo. Vaffanculo al Suo Dio inutile.”
“Che dici! Il trascendente è dentro di noi! Prendi me. Senza falsa modestia, sono uno scienziato inarrivabile. Ma la pace l’ho trovata in qualcosa di diverso. Dio. Mi sento felice. Cosa posso volere di più?”
“Bah! Stupidaggini! Le religioni puzzano di rancido. Kaputt. Finite. Ammetto che c’è bisogno di nuove teorie. In questo ha ragione...”
“Mi dai ragione, per una volta!”
“…ma la risposta non è la fede. È la scienza. È La sola a dire qualcosa di sensato, in mezzo a un delirio di imbecilli. New age, arancioni, new economy, lifting, black blocs...”
“Tiritera moralistica… telepredicatore!”
“La smetta, Raymond. È giusto che la gente sappia. Diffonderò i dati. Non s’illuda di fermarmi”.
Sembrò che il discorso fosse finito lì. Poi “dannazione... perché ti ho messo in mezzo, tre anni fa? Che stupido! D’altra parte, non mi rendevo ancora conto delle conseguenze. È stato il bisogno di condividere con un amico le idee... l’euforia, la passione… un amico vero... adesso che Hilde non c’è più. La scoperta non deve essere divulgata.”
“Facciamola finita.” Richiamò gli uomini che aspettavano fuori da ore ed ordinò di riportare Louis a casa. Aveva un rosario attorno al pollice. No, non era un rosario. Era la collanina. Il ciondolo d’argento. Il simbolo di Tanit.
Louis stava uscendo, quando Parker aggiunse a spalle voltate. “Mi spiace, Louis. Davvero. Speravamo che il periodo che ti abbiamo concesso dopo la morte di Norman ti rendesse ragionevole… Tempo sprecato. La lezione non ti è bastata. T’invito per l’ultima volta a ripensarci. Restituiscimi i miei dati e nessuno ti farà del male. Altrimenti... Colette. Anche Johnny, stavolta. Ti invidio… il sorriso di Colette, tuo figlio che cresce… una bella vita serena… Ora vattene”.