24. Secondo finale di Riccardo

02.12.2013 11:27

2022. Catania. 

Quel lunedì, il giorno peggiore, Riccardo era in lieve ritardo.  All’ospedale lo aspettava un turno lungo.  Se la prese comoda una volta tanto.  Caricò la Quindicesima di Petrenko sull’ipod e preparò un the.  Era tornato pozzanghera, l’acqua evaporata. 

Aveva già chiuso la porta quando si ricordò dell’iphone.  Che stupido, l’aveva lasciato sulla mensola del bagno.  Bussò, invece di perder tempo a cercare le chiavi.  Gli aprì Angela (o forse era Eugenia?) ancora in pigiama.  Tornò dentro, percorse il corridoio senza quadri e si infilò nel bagno.  Mentre acchiappava l’iphone guardò distrattamente verso la finestra socchiusa.  Sul vetro c’era appoggiato un insetto strano, con la pancia blu che pulsava e antenne gialle ricurve.  Lo esaminò da varie posizioni, dimenticando la fretta che aveva.  A guardare gli angoli della sua bocca, si sarebbe potuto affermare che stesse sorridendo, se non si fosse trattato di lui.   “Ma come fanno gli insetti a respirare, se non hanno i polmoni? Sarebbe il caso di lavorarci un pò su…”