24. Secondo finale di Riccardo
2022. Catania.
Quel lunedì, il giorno peggiore, Riccardo era in lieve ritardo. All’ospedale lo aspettava un turno lungo. Se la prese comoda una volta tanto. Caricò la Quindicesima di Petrenko sull’ipod e preparò un the. Era tornato pozzanghera, l’acqua evaporata.
Aveva già chiuso la porta quando si ricordò dell’iphone. Che stupido, l’aveva lasciato sulla mensola del bagno. Bussò, invece di perder tempo a cercare le chiavi. Gli aprì Angela (o forse era Eugenia?) ancora in pigiama. Tornò dentro, percorse il corridoio senza quadri e si infilò nel bagno. Mentre acchiappava l’iphone guardò distrattamente verso la finestra socchiusa. Sul vetro c’era appoggiato un insetto strano, con la pancia blu che pulsava e antenne gialle ricurve. Lo esaminò da varie posizioni, dimenticando la fretta che aveva. A guardare gli angoli della sua bocca, si sarebbe potuto affermare che stesse sorridendo, se non si fosse trattato di lui. “Ma come fanno gli insetti a respirare, se non hanno i polmoni? Sarebbe il caso di lavorarci un pò su…”